Coronavirus: intervista a Silvana, medico tranese

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I sacrifici che noi persone comuni stiamo compiendo durante la pandemia da Coronavirus, che ha così duramente colpito l’Italia, non sono niente in confronto a quanto sta vivendo il personale sanitario, costantemente impegnato nella lotta contro questo subdolo nemico.

In questi giorni, ho avuto il piacere di intervistare la Dott.ssa Silvana Ancona che, prima di essere un medico, è una mia amica storica. Silvana, ragazza tranese di soli 26 anni, si è trovata, durante il suo percorso di specializzazione, a ricoprire improvvisamente il ruolo di “medico Covid”, come lei stessa si definisce.  Nelle sue poche ore di riposo, Silvana ha trovato il tempo di raccontarci cosa sta vivendo in questo concitato periodo. Quindi, lasciamo spazio alle sue parole, per sapere di più su un’esperienza tanto significativa.

Il racconto di Silvana

Ciao Silvana, sappiamo che sei tra i medici che sta combattendo in prima linea contro il Coronavirus. Raccontaci come sei diventata “medico Covid”.

Ciao a tutti, mi chiamo Silvana e sono un medico specializzando. Ho scelto Genova come luogo in cui portare avanti il mio percorso di formazione specialistica e, in questo momento di emergenza sanitaria internazionale, anche alcuni di noi medici specializzandi sono stati chiamati ad affrontare attivamente questa situazione, e io sono tra questi.

Com’è la giornata-tipo di un “medico Covid”?

Il reparto in cui lavoro al momento è un reparto di degenza di media intensità, quindi la mia giornata- tipo è la tipica giornata di attività in corsia, ovviamente con ritmi molto più serrati. La differenza sta nelle precauzioni da adottare con massima attenzione e nei dispositivi da indossare.

Il Sistema Sanitario Nazionale italiano è uno dei migliori al mondo. Eppure, nei momenti di crisi come questo, vengono fuori problematiche che in situazioni di normalità rimangono nascoste. Cosa andrebbe migliorato secondo te? Ti senti tutelata, come medico, in questa situazione?

Penso che anche in un tale momento di emergenza il Sistema Sanitario Nazionale si stia dimostrando uno dei migliori del mondo. Le strutture ospedaliere di tutto il territorio nazionale, infatti, sono state capaci di adattarsi e riconvertirsi completamente e in tempi brevissimi. Ovviamente, le difficoltà esistono e sono fondamentalmente dovute all’ingente numero di pazienti che necessitano di cure di alta intensità e, come sappiamo, le terapie intensive non dispongono di un numero infinito di posti. Io, nel mio piccolo, mi sento tutelata. Come è evidente a tutti, al momento, in Italia, non ci sono molti D.P.I. (Dispositivi di Protezione Individuale) ma, per quanto mi riguarda, tutte le attività che svolgo vengono fatte in sicurezza, sia per noi medici che per i pazienti.

Altre domande per Silvana

Le notizie che ci giungono quotidianamente incutono timore anche a chi sta vivendo questa situazione da casa. Tu, che sei coinvolta in prima persona nella lotta di questo nemico invisibile, hai paura? Come la stai vivendo, essendo una dottoressa alle prime armi?

Se devo essere sincera, quando lavoro non ho tempo di pensare alla paura. In realtà, mai come in questo periodo percepisco una sincera riconoscenza negli occhi e nei gesti delle persone. Mi basta questo per riacquisire speranza e forza e per continuare a combattere questa battaglia!

Un’esperienza come questa è destinata a cambiare profondamente la nostra percezione della “normalità”. Tu come ti vedi una volta terminata quest’emergenza? Cosa ti sta insegnando?

Quest’esperienza ci sta insegnando che non siamo invincibili, che nel 2020 un virus può ancora essere in grado di mettere in difficoltà il mondo intero, ed è per questo che è necessario e fondamentale investire il più possibile sulla Sanità e sulla ricerca scientifica. E, sembrerà banale, ma ogni giorno che passa mi convinco sempre di più del fatto che la mia professione sia una delle più belle e gratificanti del mondo!

Conclusioni

Dalle parole di Silvana emerge un amore incondizionato per il suo lavoro che, più che essere una semplice professione, è una vera e propria missione. Credo di potermi fare portavoce di tutti, ringraziando gli eroi dell’emergenza Covid-19: tutto il personale sanitario a cui noi, gente comune, affidiamo la nostra speranza e fiducia per risolvere, al più presto, questa situazione tanto drammatica.

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Grazie Silvana, per l’intervista e, soprattutto, grazie per il tuo prezioso contributo a questa lotta tanto ardua! Perché, come diceva Madre Teresa di Calcutta, “Quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma l’oceano senza quella goccia sarebbe più piccolo”.

Info

Tutti i miei articoli inerenti alla Tecnologia, le Guide e gli approfondimenti, sono disponibili sul mio BLOG.

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