Russian Doll, il Groundhog Day incontra la morte

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Bentornati a questo secondo appuntamento in compagnia di Spotispy. Dopo aver introdotto The Ambrella Academy, articolo che trovate QUI, oggi tocca ad un altro pezzo da novanta. Russian Doll vi dice niente?

Russian Doll

Nel 1993 uno scontroso meteorologo, interpretato da Bill Murray, entrò in un loop temporale. Rimane, così, intrappolato in una cittadina della Pennsylvania il 2 Febbraio (il Groundhog Day o Giorno della Marmotta), portandolo sull’orlo della pazzia. Una situazione analoga si ripeterà nel 2004, la vittima del loop stavolta è interpretata da Antonio Albanese nel film: È già ieri. Queste situazioni analoghe porteranno i protagonisti addirittura al suicidio pur di uscire da questi loop temporali. Destino vuole che un nuovo Loop incateni stavolta Nadia Vulvokov il giorno del suo 36° compleanno.

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Il Loop di Nadia in Russian Doll

Nadia è interpretata da Natasha Lyonne, attrice in American Pie e nella serie Orange is the New Black. In questa serie veste i panni di una giovane donna impiegata in una azienda informatica. Ha una vita dissoluta, dedita alle droghe, all’alcool e con una promiscua vita sentimentale. Beh, una vicenda come altre direte voi. Sì sembrerebbe una normale vicenda sullo sfondo dell’upper west side di New York. Invece no. Il caso, il destino, una forza misteriosa si mette di mezzo. Nadia viene catturata in un loop misterioso, ritornando ripetutamente alla festa del suo 36° compleanno, dopo bizzarre morti che la coinvolgono. Il loop sarà sempre quello, lei tornerà sempre indietro nel bagno dalle piastrelle nere della casa che ospita il party in suo onore.

Tutto riparte da

“Gotta get up, gotta get out, gotta get home before the morning comes”. Ricomincia sempre così, con le note di Harry Nilsson, le stesse facce, le stesse situazioni, le stesse battute. La russa rossa non solo reagirà sempre in maniera diversa a tutto questo, ma morirà ciclicamente in modi tragicomici in bilico tra Final Destination e Scary Movie. La prima volta investita da una macchina, poi caduta dalle scale, poi assiderata e così via. Una serie infinita che potrebbe far risultare la serie monotona. Ma Nadia non è la sola che vivrà questa tragedia, incontrerà Alan, personaggio totalmente agli antipodi rispetto la protagonista, intrappolato anche lui in un loop. Questa è stata la prima serie pubblicata in febbraio su Netflix, fresca, divertente, totalmente al femminile. Incontreremo anche il volto familiare di Dascha Polanco, anche volto di Orange is the New Black, nella parte della scalatrice sociale Beatrice.

Natasha Lyonne è impeccabile

La prova attoriale di Natasha Lyonne, in Russian Doll, è magistrale. Riesce a rendere Nadia così vera, senza dare un’idea stereotipata della selfmade-woman newyorkese. Libera il personaggio delle sue maschere e delle sue leziose sicurezze, mettendone a nudo una natura crudelmente sincera.

Dopo otto episodi da 20 minuti la vicenda finisce lasciando lo spettatore orfano di una serie così brillante e fresca. Ma Netflix non ci lascia mai soli, infatti, Natasha Lyonne, Amy Poehler e Leslye Headland sono già al lavoro per una seconda stagione.

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Noi, però, non vogliamo essere vittime nello stesso loop, non rimaniamo negli stessi solchi del disco e continuiamo la nostra ricerca. Vaghiamo nei meandri dei servizi streaming, tra le polverose copertine di vinili e le pagine di qualche libro appena stampato. Spotispy tornerà presto con nuove storie.

Articolo a cura di Mauro Amoruso

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